bambini sempre su internet? Colpa del cattivo esempio dei genitori. 5 regole per famiglie digitali

bambini sempre su internet? Colpa del cattivo esempio dei genitori. 5 regole per famiglie troppo connesse

bambini sempre su internet Colpa del cattivo esempio dei genitori

 

Chiamiamo i figli a tavola con un whatsapp, scriviamo al partner messaggi sentimentali che meriterebbero di essere detti a quattr’occhi, tentiamo di educare i figli scrivendo dallo smartphone. Siamo in piena epoca di genitorialità digitale!

Internet ha ormai pervaso le nostre vite e se da una parte ha offerto a tutti noi la possibilità di comunicare con facilità e velocità con tutto il mondo dall’altro rischia di far saltare la normalità nei rapporti sociali, in particolare quelli familiari.

E’ ormai una scena vista e rivista quella di intere famiglie riunite che invece di parlare fra loro chattano con lo smartphone con amici, guardano l’ultimo messaggio sullo smartwatch, aggiornano l’agenda sul netbook. Insomma le famiglie digitali rischiano di non ritrovare piu’ una dimensione internetfree.

A farne le spese sono sopratutto i piu’ piccoli, i bambini che, vedendo i genitori sempre connessi e sempre intenti a guardare lo smartphone, identificano quello come modello da seguire e a loro volta si comportano in modo identico.

bambini sempre su internet Colpa del cattivo esempio dei genitori

Molto genitori sono magari senza rendersene conto in uno stato di dipendenza digitale con gli smartphone e magari sono gli stessi che ai figli rimproverano di essere continuamente sui loro dispositivi mobili.

Come tornare indietro e recuperare la dimensione di gioco, comunicazione e interazione con i figli?

Cosa fare? Ecco 5 regole da seguire per famiglie digitali proposti da Charlene Underhill Miller per il blog americano Netnanny

 

1) Creare spazi – luoghi o tempi – liberi dalla tecnologia

Una prima regola sociale potrebbe essere quella di non considerare il telefonino a tavola, lasciarlo fuori dalla cucina o dal luogo della casa in cui mangiamo. Durante il pranzo, assente lo smartphone con le sue tentazioni, si potrà in breve recuperare uno spazio importante per interagire tutta la famiglia insieme senza essere ‘distratti’ dalla tecnologia . Si può cominciare il detox anche mettendo il dispositivo in modalità silenzioso durante il pasto e dopo cena. Anche mettere a ricaricare il telefono di notte, in modalità silenziosa, e fuori dalla camera da letto è una buona regola .

 

2) Silenziare le notifiche

In questa epoca di posting, tweeting, texting e “liking”, è molto difficile rimanere indisturbati e focalizzati. Un modo per difendersi è silenziare le notifiche, in modo da vederle non in diretta, cosa che provoca una risposta, ma solo in alcuni momenti della giornata. Gli amici presto si abitueranno ai nostri tempi lenti di reazione.

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3) Comunicare a tutti il nuovo modello sano di rapporto con il digitale

Essere testimonianza con i figli di un rapporto ‘sano’, meno ossessivo con le nuove tecnologie è la cosa più importante da fare. La seconda è di far sapere a chi ci conosce che tipi siamo diventati: non più reattivi alla risposta di ogni tweet o wa o post su facebook. Essere noi a guidare l’interazione e non essere guidati da essa.

 

4) Preferite la parola diretta ai messaggi di testo e alle emoji

Chiamiamo i figli a tavola con un whatsapp, scriviamo al partner messaggi emotivi che meriterebbero di essere detti a quattr’occhi, ‘lottiamo’ sopra un testo aspettando una risposta o una emoji che ci fa capire il sentiment dell’altro, tentiamo di educare i figli scrivendo dallo smartphone anzichè usare i device per informazioni veloci e pratiche. Siamo in piena epoca di genitorialità digitale (e matrimonio digitale), recuperare la dialettica con la voce e il colloquio dal vivo è una buona regola.

 

5) Liberarsi dalla paura di essere disconessi

Uno dei problemi del nostro tempo, vale per i grandi come per i figli, è quello di essere disconessi dai social, di non poter comunicare, di perdere la connessione wi fi, di essere tagliato fuori. Si chiama tecnicamente FOMO e, che lo ammettiamo o no, è una malattia più o  meno grave secondo i casi, che si ricollega alla  nostra dipendenza dai dispositivi mobili. Liberarsi dalla paura di essere disconnessi e recuperare un rapporto meno ossessivo e dipendente con gli smartphone non può che fare bene. Quale potrebbe essere la tua prossima passeggiata con il tuo bambino? Quali conversazioni a cena potrebbero nascere se i telefoni sono stati tenuti in silenzio e fuori dal tavolo? Come cambierebbero le tue relazioni se ti impegnassi in conversazioni dirette piuttosto che essere schiavo della distrazione da telefonino?

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fonteansa

Articolo scritto da Redazione PinkItalia