Donne e vino bianco, un amore universale!

Donne e vino bianco, un amore universale!Una bella serata con amici, con il proprio partner o magari anche da sole con sé stesse, è spesso accompagnata da un buon bicchiere di vino. In Italia siamo abituati a berlo e, seppur non se ne faccia un uso eccessivo, i palati degli italiani sono spesso “addestrati” a riconoscere la buona qualità del prodotto e ad apprezzarlo. Come sappiamo invece, in altri luoghi dove questa bevanda viene bevuta meno a favore di altre qualità di alcolici, capita che un vino di qualità ed uno decisamente più scarso vengano letteralmente confusi, poiché la differenza non viene percepita più di tanto. Ci si potrebbe quindi chiedere se il consumo e l’apprezzamento verso un buon vino sia una questione di genetica o di cultura.

È proprio questa la domanda a cui hanno voluto rispondere Alberto Bertelli, del Dipartimento di Scienze biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, e Roberto Barale, del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, coinvolgendo quattro università e quattro Centri di Ricerca in Italia, Germania e Repubblica Ceca, pubblicando poi i risultati su “Scientific Reports”.

Lo studio ha voluto mettere in luce la percezione di alcuni differenti gusti, come quello amaro e astringente del vino rosso; per fare ciò sono stati coinvolti 300 volontari italiani ed altrettanti provenienti dalla Repubblica Ceca, facendo assaggiare loro alimenti ricchi di polifenoli come ad esempio il vino rosso. Si è visto che i geni del gusto amaro e astringente sono presenti in ciascun individuo, ma che l’attivazione degli stessi cambia spesso a seconda dell’origine della persona. Assaggiando cibi di origine vegetale, le sensazioni degli italiani e quelle di altri popoli risultano differenti, va ricordato inoltre che quando si parla di vegetali ci si riferisce anche al cioccolato data la sua origine, ma non per questo dovete barare se vi mettete a dieta!

La nostra sensibilità nei confronti dell’amaro sarebbe quindi differente, a quanto pare i palati degli abitanti della penisola sono più abituati al gusto del vino rosso, preferendo sensazioni di corposità come quelle associate ad esempio a un buon Chianti Classico, che ai nostri connazionali risulta meno amaro rispetto ad altri. Se si osservano però i risultati più da vicino, appare anche un altro elemento che risulta degno di nota: le donne preferiscono il vino bianco! A quanto pare sarebbero più predisposte ad apprezzarlo, poiché più sensibili alla sensazione di astringenza associata a certi rossi.

Volendo entrare più nel dettaglio possiamo dire che i volontari hanno dato il loro parere soggettivo, ma sono anche stati sottoposti a genotipizzazione per i geni del gusto amaro e astringente e per le relative varianti funzionali. In questo modo hanno associato il poliformismo TASR38 al gusto amaro, ed il TAS2R16 alla sensazione astringente. Questi geni sono presenti in tutti gli individui, ma l’attivazione è assai diversa a seconda del soggetto e, a quanto pare, delle sue origini.

Per quanto riguarda le donne, sappiamo (ed ora ne siamo ancora più certi) che non mancano quelle che amano il gusto intenso di un buon rosso, ma la ricerca parla chiaro: la leggerezza e la freschezza di un bianco, magari leggermente mosso, è ciò che il gentil sesso ricerca maggiormente in un vino.

Geni e cultura quindi hanno lo stesso valore? Bertelli parlando del suo studio si è così espresso: «Il polimorfismo relativo all’astringenza è significativo solo nel genere femminile suggerendo forse una preferenza nelle donne per i vini bianchi, mentre nei volontari italiani il polimorfismo relativo all’amaro non raggiunge la significatività, indicando forse l’effetto di diversa cultura e stile di vita. Il consumo di vino con moderazione è caratteristico dei paesi mediterranei ed in primis dell’Italia. Tale modello virtuoso, in questo caso, sembra avere la stessa importanza dell’effetto dei geni».

 

Articolo scritto da Redazione PinkItalia